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Jvan e Gabibba - Giù alla 2° di Racalmuto!Era in conto e prima o poi doveva succedere... E così fu venerdì 04 Aprile 2008!!!
Eh si, io e la Gabibba abbiamo assaggiato l'asfalto della 2° curva di Racalmuto (terra della via di fuga compresa)! Una staccata troppo aggressiva sulle sconnessioni in ingresso della sinistra e via l'anteriore... E giù tra una bella strisciata e vari ruzzoloni (purtroppo anche per la Gaby)!
Nota positiva? Almeno niente pale di ficodinia!!! :-)
Report dei danni:
Jvan:
2 costole infrazionate, diverse contusioni, tuta, guanti e stivali danneggiati.
Gabibba:
Serbatoio, carter motore sx, coppia semimanubri, telaietto cupolino, plex, terminale di scarico, carene.
La Gabibba, dopo poco più di un mese di fermo, è nuovamente operativa! Sostituiti prontamente i componenti danneggiati e sistemate alla meno peggio carene e terminale, porta ancora addosso i segni della caduta ma mi permette comunque di girare!!! Quindi:
ONORE ALLA GABIBBA!!!
Due foto di quel fatidico 04 Aprile:
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June 05 Tribute to TNT Tumino Group! - L'altra faccia della pista!L'altra faccia della Pista con TNT Tumino Group... Quella a motori spenti...
Sprazzi video di quel che circonda questa nostra grande passione visto dai paddock o a pista chiusa, durante le trasferte e nelle nottate... Quella vita che non necessita di una moto... Quella vita fatta di risate, divertimento e fraterna amicizia...
March 25 Onore alla Gabibba!Ebbene si: "Onore alla Gabibba"...
Acquistata, dopo aver corso qualche gara, nell'aprile 2007 con una preparazione SS, si è vista dotare sin da subito di un motore originale del 2001, mentre è rimasta invariata la preparazione ciclistica e il sistema di aspirazione e scarico!
Fino ad oggi ha preso a parte ad un trentina di w.e. in pista, 13740 km di sola pista e mai un problema di nessun tipo!!! Unico inconveniente registrato: la rottura della molla del selettore del cambio... Riparata la stessa in modo artigianale ancora "tiene" da più o meno 6 mesi!!!
Bravino anch'io a non buttarla a terra!!! Muahauahauahu :-)
ONORE ALLA GABIBBA!!!
![]() Qui per caratteristiche tecniche e preparazione:
February 11 Il Video dei "Cugini"Dato che l'altro giorno il cugino Costa mi ha rinfacciato di avergli detto che avrei fatto un video sui "Cugini" e che questa non fu parola mantenuta...
ECCOLO QUI:
January 05 Verranno a chiederti del nostro AmoreQuando in anticipo sul tuo stupore
verranno a chiederti del nostro amore a quella gente consumata nel farsi dar retta un amore così lungo tu non darglielo in fretta, non spalancare le labbra ad un ingorgo di parole
le tue labbra così frenate nelle fantasie dell'amore dopo l'amore così sicure a rifugiarsi nei "sempre"
nell'ipocrisia dei "mai". Non sono riuscito a cambiarti,
non mi hai cambiato lo sai. E dietro ai microfoni porteranno uno specchio
per farti più bella e pensarmi già vecchio tu regalagli un trucco che con me non portavi e loro si stupiranno che tu non mi bastavi.
Digli pure che il potere io l'ho scagliato dalle mani
dove l'amore non era adulto e ti lasciavo graffi sui seni per ritornare dopo l'amore alle carezze dell'amore
era facile ormai. Non sei riuscita a cambiarmi,
non ti ho cambiata lo sai. Digli che i tuoi occhi me li han ridati sempre
come fiori regalati a maggio e restituiti in novembre i tuoi occhi come vuoti a rendere per chi ti ha dato lavoro i tuoi occhi assunti da tre anni i tuoi occhi per loro, ormai buoni per setacciare spiagge con la scusa del corallo
o per buttarsi in un cinema con una pietra al collo e troppo stanchi per non vergognarsi di confessarlo nei miei proprio identici ai tuoi.
Sono riusciti a cambiarci,
ci son riusciti lo sai. Ma senza che gli altri ne sappiano niente
dirmi senza un programma, dimmi come ci si sente continuerai ad ammirarti tanto da volerti portare al dito farai l'amore per amore o per avercelo garantito, andrai a vivere con Alice che si fa il whisky distillando fiori
o con un Casanova che ti promette di presentarti ai genitori o resterai più semplicemente dove un attimo vale un altro senza chiederti come mai, continuerai a farti scegliere
o finalmente sceglierai. (Fabrizio De Andrè - Storia di un Impiegato) La Canzone del Padre"Vuoi davvero lasciare ai tuoi occhi
solo i sogni che non fanno svegliare?". "Sì. Vostro Onore, ma li voglio più grandi."
"C'è lì un posto, lo ha lasciato tuo padre.
Non dovrai che restare sul ponte e guardare le altre navi passare le più piccole dirigile al fiume le più grandi sanno già dove andare." Così son diventato mio padre
ucciso in un sogno precedente il tribunale mi ha dato fiducia assoluzione e delitto lo stesso movente. E ora Berto, figlio della lavandaia,
compagno di scuola, preferisce imparare a contare sulle antenne dei grilli non usa mai bolle di sapone per giocare; seppelliva sua madre in un cimitero di lavatrici avvolta in un lenzuolo quasi come gli eroi; si fermò un attimo per suggerire a Dio di continuare a farsi i fatti suoi... e scappò via con la paura di arrugginire il giornale di ieri lo dà morto arrugginito, i becchini ne raccolgono spesso fra la gente che si lascia piovere addosso. Ho investito il denaro e gli affetti
banca e famiglia danno rendite sicure, con mia moglie si discute l'amore ci sono distanze, non ci sono paure, ma ogni notte lei mi si arrende più tardi vengono uomini, ce n'è uno più magro, ha una valigia e due passaporti, lei ha gli occhi di una donna che pago. Commissario io ti pago per questo,
lei ha gli occhi di una donna che è mia, l'uomo magro ha le mani occupate, una valigia di ciondoli, un foglio di via. Non ha più la faccia del suo primo hashish
è il mio ultimo figlio, il meno voluto, ha pochi stracci dove inciampare non gli importa d'alzarsi neppure quando è caduto: e i miei alibi prendono fuoco il Guttuso ancora da autenticare adesso le fiamme mi avvolgono il letto questi i sogni che non fanno svegliare. Vostro Onore, sei un figlio di troia,
mi sveglio ancora e mi sveglio sudato, ora aspettami fuori dal sogno ci vedremo davvero io ricomincio da capo. (Fabrizio De Andrè - Storia di un Impiegato) December 31 La Suonatrice di HammondMi riinnamoro di te
per un assolo di Hammond e le tue gambe nude che battono il tempo di riinnamorarmi di te le tue dita nervose percorrono a scatti le ossa del mio desiderio di te Mi riinnamoro di te per il tuo seno che attacca i controlli e li spinge a travolgere il tempo di riinnamorarmi di te la tua spina dorsale si inarca e disegna la schiena che offri al mio desiderio di te Mi riinnamoro di te che sei il vizio precoce una vita speciale la corda feroce io mi riinnamoro di te per i tuoi piedi scalzi che ora pestano a sangue i pedali del mio desiderio di te suona ancora (Cesare Basile - Closet Meraviglia) TraveE' solo un'altra trave che scricchiola
non c'è nessuno, no e questa notte non sarà l'ultima c'è ancora del tempo Spegni la luce non hai alcun motivo per aver paura no quell'ombra è solo la giacca sul mobile non può farti male Lo so che non hai niente da stringere e il cuore è un fabbro che ti batte in testa ed il letto ti soffoca ricorda che è solo è solo un'altra Trave che scricchiola non c'è nessuno, no e questa notte non sarà l'ultima c'é ancora del tempo (Cesare Basile - Gran Calavera Elettrica) December 24 Diplomi per le premiazioni del Tumino Time Trophy 2007
December 05 Firme per Forum!Beh, ne ho realizzate firme per forum in questi anni... Costano tempo ma il risultato mi lusinga!!! Unico problema: sono entrato in un circolo vizioso di prenotazioni dal quale non riesco più ad uscire... Forse nel 2268 riuscirò a farle tutte!!!
Comunque, ecco un assaggio delle mie opere:
Jvan (Jnet)
Chiara (*°Chiara°*)
Costantino (Miracolado) Enzo (Enzuccio76) Antonio (Chicco) Antonio (Giambroom) Alessandro (The Bonz)
Andrea (DolcementePazzo)
Peppe (L'Avvocato)
Tea (Althea)
Giò (Gio-Kawa)
Ivano (Ivanet) Sergio (Attila) Altre Firme qui: Jnetworld.com [ Motoworld ] December 01 Motociclisti…. Strana, meravigliosa gente!Una volta, qualche anno fà, il papà di uno di noi che ora non c'è più, il papà di un angelo con il #24 sul cupolino e nel cuore, ci ha definiti così:
"Mi aveva tanto parlato di voi, ma a dire il vero non lo avevo mai ascoltato più di tanto, ma essendo un gran “capoccione” me li ha voluti far conoscere uno ad uno questi ragazzi da abbracciare e baciare come figli propri, immersi in quelle loro tute di pelle, con i loro caschi sgargianti, tutti veri DURI! Gente che su strada non abbassa mai lo sguardo Ma provate ad alzare loro quelle visiere scure da marziani e troverete occhi splendidi, puliti, gonfi di quelle lacrime vere in cui puoi annegare ed arrivare fino in fondo alla loro anima per vedere com’è candida. Provate poi a togliergli quelle tute e troverete al loro interno dei bambinoni innamorati della vita, dei week-end a bistecche e salsicce, ma ancora tanto bisognosi di un padre o di una madre che li prenda per mano quando la sorte inizia a giocare duro” Si dice che ogni volta che saliamo in sella ai nostri destrieri insieme a noi salgano pure Angeli e Diavoli. E’ vero! Rappresentano quel dualismo che rende questo modo di vivere cosi denso di emozioni che a volte il cuore pare voler saltar via dal petto e mettersi a correre ed urlare. Diavoli che girano quel polso in maniera a volte cosi irrazionale e violenta che lo schizzo di adrenalina ti arriva diretto al cervello senza passare dal via, lasciandoti i tremori per lunghissimi interminabili minuti, e angeli che portano il volto e la voce di chi non è più con noi, dei nostri affetti, delle nostre paure ed esperienze costruite sulle nostra ossa rotte. Si, è vero, in moto si muore, capita... Può capitare ad ognuno di noi e ci si fa male, tanto male, ma quanta vita si trasforma in ricordi bellissimi, in attimi eterni, in risate cosi fragorose da far tornare il sole anche in una fredda e piovosa giornata di novembre? Parlate con ognuno di noi e fatevi raccontare un giro, un aneddoto, una curva e perdetevi in quello sguardo che comincia a scintillare, nelle risate, nel sorriso che, spontaneo, stira gli angoli del viso e distende la fronte… Parlate con ognuno di noi e chiedetegli cosa sarebbe di lui se un giorno dovesse rinunciare a questa passione e preparatevi a sentire l’urlo del silenzio, a vedere lo sguardo di bimbo diventare lo sguardo di un marinaio costretto a vivere a terra con il mare in vista o di un pilota che guarda il cielo ancorato a terra. In moto si muore, è vero…
Ma non esiste modo migliore per vivere il tempo che ci è concesso… E se ancora non lo avete capito… Beh, lasciate perdere, non lo capirete mai… Me se un domani, andando al mare con la vostra famiglia automobilisticamente corretta, dovesse sopraggiungere uno di Noi e vedreste vostro figlio girarsi di scatto e salutare sbracciandosi come un pazzo, rinunciate a capire anche lui…
Lui che nella sua incoscienza vede in Noi quella scintilla che voi non siete stati capaci di scorgere e se vedrete il Motociclista ricambiare il saluto…
Beh, non c’è nulla di strano sapete? Tra Angeli in terra ci si saluta sempre… Ma questo, chi ha perso le ali non lo ricorda…
Motociclisti…. Strana, meravigliosa gente!" November 17 Molla e Mollettone...Olè!!!
In previsione della prossima trasferta spagnola presso i circuiti di Valencia e Cartagena (prevista per gennaio 2008 con Rosso Corse) ho sguinzagliato la Zia Chiara alla ricerca di un alloggio ad hoc!!!
Beh, guardate un pò cosa ha trovato in quel di Alicante!!!!
:-)
November 15 ...Anima mia
ricordi la cosa che vedemmo
quella magnifica dolce mattina d'estate?
Alla svolta di un sentiero una carogna infame adagiata su un giaciglio di sassi
con le gambe all'aria come una donna impudica
bruciando e sudando i suoi veleni come una fontana dai ritmici singhiozzi sento colare il sangue con un lungo mormorare ma mi tasto il corpo invano in cerca di una ferita
io sono il vampiro del mio cuore uno di quei grandi derelitti condannati al riso eterno
incapaci di sorridere... Sono forse morto? Devo essere morto...
(Immortel ad Vitam - Enki Bilal - 2004)
November 07 La ricetta del buonumore!Il buonumore è una condizione esistenziale a cui tutti ambiscono e, incapaci di raggiungerla, attribuiscono il fallimento agli altri o alle circostanze del mondo esterno, quali l'amore, la salute, il denaro, l'aspetto fisico, le condizioni di lavoro, l'età, cioè una serie di fattori su cui non esercitiamo praticamente alcun potere di controllo. Ciò consente a ciascuno di noi di esonerarci dal compito di essere non dico felici, ma almeno di buonumore, perché nulla possiamo fare sulle circostanze che non dipendono da noi. Eppure questa condizione dell'animo è accessibile a qualsiasi essere umano a prescindere dalla sua ricchezza, dalla sua condizione sociale, dalle sue capacità intellettuali, dalle sue condizioni di salute. Non dipende dal piacere, dalla sofferenza fisica, dall'amore, dalla considerazione o dall'ammirazione altrui, ma esclusivamente dalla piena accettazione di sé, che Nietzsche ha sintetizzato nell'aforisma: «Diventa ciò che sei». Sembra quasi un'ovvietà, ma non capita quasi mai, perché noi misuriamo la felicità, da cui scende il nostro buon o cattivo umore, non sulla realizzazione di noi stessi, che è fonte di energia positiva per quanti ci vivono intorno, siano essi familiari, colleghi, conoscenti, ma sulla realizzazione dei nostri desideri che formuliamo senza la minima attenzione alle nostre capacità e possibilità di realizzazione. Non accettiamo il nostro corpo, il nostro stato di salute, la nostra età, la nostra occupazione, la qualità dei nostri amori, perché ci regoliamo sugli altri, quando non sugli stereotipi che la pubblicità ci offre ogni giorno. Distratti da noi, fino a diventare perfetti sconosciuti a noi stessi, ci arrampichiamo ogni giorno su pareti lisce per raggiungere modelli di felicità che abbiamo assunto dall'esterno e, naufragando ogni giorno, perché quei modelli probabilmente sono quanto di più incompatibile possa esserci con la nostra personalità, ci facciamo «cattivo sangue» e distribuiamo malumore, che è una forza negativa che disgrega famiglia, associazione, impresa, in cui ciascuno di noi è inserito, perché spezza la coesione e l'armonia, e costringe gli altri a spendere parole di comprensione e compassione per una sorte che noi e non altri hanno reso infelice. Se il cattivo umore è il risultato di un desiderio lanciato al di là delle nostre possibilità, non ho alcuna difficoltà a dire che chi è di cattivo umore è colpevole, perché è lui stesso causa della sua infelicità, per aver improvvisamente coltivato un desiderio infinito e incompatibile con i tratti della sua personalità, che non si è mai dato la briga di conoscere. A questo punto il buonumore non è più una faccenda di «umori», ma oserei dire un vero e proprio «dovere etico», non solo perché nutre il gruppo che ci circonda di positività, ma perché presuppone una buona conoscenza di sé che automaticamente limita l'ampiezza smodata dei nostri desideri, accogliendo solo quelli compatibili con le proprie possibilità. Infatti, nello scarto tra il desiderio che abbiamo concepito e le possibilità che abbiamo di realizzarlo c'è lo spazio aperto, e talvolta incolmabile, della nostra infelicità, che ci rode l'anima e mal ci dispone di fronte a noi e agli altri. Le conseguenze sono note: ansia e depressione che, opportunamente coltivate dal rilancio del desiderio, quasi una reiterazione della nostra prevedibile sconfitta, diventano condizioni permanenti della nostra personalità, che abbassano il tono vitale della nostra esistenza, quando non addirittura, a sentire i medici, il nostro sistema immunitario, disponendoci alla malattia, che non è mai solo un'insorgenza fisica, ma anche spesso, e forse soprattutto, una disposizione dell'anima che ha rinunciato a quel dovere etico che Aristotele segnala come scopo della vita umana: la felicità. Naturalmente Aristotele, da greco, non si lascia ingannare da cieche speranze o da promesse ultraterrene, e perciò pone, tra le condizioni della felicità, la conoscenza di sé, da cui discende, nel nostro spasmodico desiderare, la «giusta misura». Il buonumore lo si guadagna attenendosi alla giusta misura, che i Greci conoscevano perché si sapevano mortali e i cristiani conoscono meno perché ospitati da una cultura che non si accontenta della felicità, perché vuole la felicità eterna, che è una condizione che non si addice a chi ha avuto in dote una sorte mortale. L'accettazione di questa sorte sdrammatizza il dolore e fa accettare quella «giusta misura» dove solamente può nascere buonumore e serena convivenza.
(Umberto Galimberti: "La ricetta del buonumore". Tratto da “la Repubblica”, 9 marzo 2004)
November 02 Nuova grafica alla mia R6!!Ebbene si!!! Dopo diversi mesi di rimandare finalmente mi son deciso a realizzare una grafica per la mia motina!! Non che in versione "Gabibba Replica" (tutta rossa) mi dispiacesse ma era un pò troppo anonima per i miei gusti... E così, dopo 3 notti ininterrotte di lavoro, finalmente è stata ultimata!!! Avevo fretta di terminarla per la pistata del 3 e 4/11 a Racalmuto... e ce l'ho fatta!
Doveroso un rigraziamento a Filippo della ditta Flexodelia per aver perso il sonno in queste notti... Costretto davanti ad un plotter a stampare e ristampare adesivi per il sottoscritto fino alle mattinate!!! Grazie...
Gli adesivi sono stati appunto tagliati al plotter e non stampati in alcun modo, dato che non andranno sotto lucido vorrei evitare che alla prima colata di benzina l'eventuale stampa andasse persa... In più ne ho approfittato per la sotituzione del carter destro, la realizzazione e il posizionamento di una rete protettiva per il raditore, qualche piccolo intervento qua e là che rimandavo da un pò e una bella pulita a fondo!
Devo dire che il risultato grafico è meglio di quel che potevo immaginare... Poca spesa e tanta resa!!!
A questo punto credo sia doveroso rinominarla in R6 "Gabibba RACE Replica"... :-)
Tutte le foto qui:
(oppure nell'album "Foto" di questo Space)
October 26 AutodafèPrendo le distanze da me
perché non voglio avere niente a cui spartire con me
da condividere con chi come me non fa nulla per correggersi:
sono il mio nemico, il più acerrimo.
Carceriere di me stesso con la chiave in tasca invoco libertà
ma per adesso so che questa cella resterà sprangata
a triplice mandata dall'interno:
sono l'anima dannata messa a guardia del mio inferno.
Reprimo ogni possibile "me"
inflessibile, inarrestabile nel mio restare fermo immobile
segno i giorni scorrere sul calendario
faccio la vittima, il mandante ed il sicario...
Sono l'Uomo Nero che turbava i sogni quando li facevo
credevo di esser libero ma non mi conoscevo come adesso
ed ego non mi absolvo neanche quando mi confesso
dei peccati che ho commesso
- e guido un autodafè -
In cattiva compagnia soprattutto se sto solo
negativo come i G in una picchiata prendo il volo
salgo, stallo e aspetto il peggio
che non sta nella caduta ma nell'atterraggio come dice Hubert.
Malato immaginario più di quello di Molière
sono il mio gregario e mi comporto da Salieri e non chiedermi il perché
che come il Tethered quando perdo il filo
poi non mi puoi più riprendere...
Caro amico non ti scrivo, non ti cerco e non ti chiamo mai batti un colpo se ci sei e se stai ascoltandomi
strappami da questo mio torpore atarassico
mi son perso dentro un parco che è giurassico e non trovo vie d'uscita:
vieni a prendermi o precipito
scivolo come Maximillian verso il buco nero del fastidio:
nel tedio per me non c'è rimedio
e me ne accorgo perché sono sotto assedio mentre tu mi fai l'embargo.
Critico, m'arrampico su cattedre che non mi spettano
e mi accorgo solo dopo un attimo che esagero:
ma come al solito il danno fatto è irreparabile,
la storia è irreversibile, la mia memoria è labile e lavabile...
Abito quest'ombra con contratto ad equo-canone
pagando la pigione all'abitudine
e prendendo l'eccezione come regola di vita:
sto di casa a pianterreno e gioco a fare lo stilita...
Vago, divago, come il dr. Zivago io mi sbraccio e non mi vedi,
cerco mani e spesso trovo piedi,
cerco fumi e trovo lumi che mi bruciano
ed io so bene che le cicatrici restano.
Carta, penna e poco più per stare a galla,
nella testa il mio pensiero è come un ragno in una bolla:
seduto in riva al fiume aspetta di veder passare il mio cadavere...
Pazientemente...
(Frankie Hi-Nrg Mc - La Morte Dei Miracoli)
October 22 Krishnamurti: Sulla vita e sulla morte
("On living and dying" - Jiddu Krishnamurti)
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