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    December 24

    Diplomi per le premiazioni del Tumino Time Trophy 2007

     
    Due delle diverse prove che ho realizzato per i diplomi che sono stati consegnati in data 16/12/2007 ai primi 3 piloti classificati nel Tumino Time Trophy 2007... Beh, modestia a parte nella prima variante non ho proprio resistito alla tentazione di utilizzare una mia foto per lo sfondo! :-)
     
    Il video delle premiazioni è presente su YouTube:
     

     Diploma (Variante 1)

    Diploma (Variante 2)
    December 05

    Firme per Forum!

     
    Beh, ne ho realizzate firme per forum in questi anni... Costano tempo ma il risultato mi lusinga!!! Unico problema: sono entrato in un circolo vizioso di prenotazioni dal quale non riesco più ad uscire... Forse nel 2268 riuscirò a farle tutte!!!
    Comunque, ecco un assaggio delle mie opere: 
     
     Jvan (Jnet)

    Chiara (*°Chiara°*)

    Costantino (Miracolado)
     

    Enzo (Enzuccio76)
     

    Antonio (Chicco)
     

    Antonio (Giambroom)
     

    Alessandro (The Bonz)

     Andrea (DolcementePazzo)

     Peppe (L'Avvocato)

     Tea (Althea)

     Giò (Gio-Kawa)

    Ivano (Ivanet)

    Sergio (Attila)

    December 01

    Motociclisti…. Strana, meravigliosa gente!

     
    Una volta, qualche anno fà, il papà di uno di noi che ora non c'è più, il papà di un angelo con il #24 sul cupolino e nel cuore, ci ha definiti così: 
    "Mi aveva tanto parlato di voi, ma a dire il vero non lo avevo mai ascoltato più di tanto, ma essendo un gran “capoccione” me li ha voluti far conoscere uno ad uno questi ragazzi da abbracciare e baciare come figli propri, immersi in quelle loro tute di pelle, con i loro caschi sgargianti, tutti veri DURI!
    Gente che su strada non abbassa mai lo sguardo
    Ma provate ad alzare loro quelle visiere scure da marziani e troverete occhi splendidi, puliti, gonfi di quelle lacrime vere in cui puoi annegare ed arrivare fino in fondo alla loro anima per vedere com’è candida.
    Provate poi a togliergli quelle tute e troverete al loro interno dei bambinoni innamorati della vita, dei week-end a bistecche e salsicce, ma ancora tanto bisognosi di un padre o di una madre che li prenda per mano quando la sorte inizia a giocare duro”
    Si dice che ogni volta che saliamo in sella ai nostri destrieri insieme a noi salgano pure Angeli e Diavoli.
    E’ vero! Rappresentano quel dualismo che rende questo modo di vivere cosi denso di emozioni che a volte il cuore pare voler saltar via dal petto e mettersi a correre ed urlare.
    Diavoli che girano quel polso in maniera a volte cosi irrazionale e violenta che lo schizzo di adrenalina ti arriva diretto al cervello senza passare dal via, lasciandoti i tremori per lunghissimi interminabili minuti, e angeli che portano il volto e la voce di chi non è più con noi, dei nostri affetti, delle nostre paure ed esperienze costruite sulle nostra ossa rotte.
    Si, è vero, in moto si muore, capita... Può capitare ad ognuno di noi e ci si fa male, tanto male, ma quanta vita si trasforma in ricordi bellissimi, in attimi eterni, in risate cosi fragorose da far tornare il sole anche in una fredda e piovosa giornata di novembre?
    Parlate con ognuno di noi e fatevi raccontare un giro, un aneddoto, una curva e perdetevi in quello sguardo che comincia a scintillare, nelle risate, nel sorriso che, spontaneo, stira gli angoli del viso e distende la fronte…
    Parlate con ognuno di noi e chiedetegli cosa sarebbe di lui se un giorno dovesse rinunciare a questa passione e preparatevi a sentire l’urlo del silenzio, a vedere lo sguardo di bimbo diventare lo sguardo di un marinaio costretto a vivere a terra con il mare in vista o di un pilota che guarda il cielo ancorato a terra.
    In moto si muore, è vero…
    Ma non esiste modo migliore per vivere il tempo che ci è concesso…
    E se ancora non lo avete capito…
    Beh, lasciate perdere, non lo capirete mai…
    Me se un domani, andando al mare con la vostra famiglia automobilisticamente corretta, dovesse sopraggiungere uno di Noi e vedreste vostro figlio girarsi di scatto e salutare sbracciandosi come un pazzo, rinunciate a capire anche lui…
    Lui che nella sua incoscienza vede in Noi quella scintilla che voi non siete stati capaci di scorgere e se vedrete il Motociclista ricambiare il saluto…
    Beh, non c’è nulla di strano sapete?
    Tra Angeli in terra ci si saluta sempre…
    Ma questo, chi ha perso le ali non lo ricorda…
    Motociclisti…. Strana, meravigliosa gente!"
    November 17

    Molla e Mollettone...

     
    Olè!!!
    In previsione della prossima trasferta spagnola presso i circuiti di Valencia e Cartagena (prevista per gennaio 2008 con Rosso Corse) ho sguinzagliato la Zia Chiara alla ricerca di un alloggio ad hoc!!!
    Beh, guardate un pò cosa ha trovato in quel di Alicante!!!!
    :-)  

    November 15

    ...

     
    Anima mia
    ricordi la cosa che vedemmo
    quella magnifica
    dolce mattina d'estate?
    Alla svolta di un sentiero
    una carogna infame adagiata su un giaciglio di sassi
    con le gambe all'aria come una donna impudica
    bruciando e sudando i suoi veleni
    come una fontana dai ritmici singhiozzi
    sento colare il sangue con un lungo mormorare 
    ma mi tasto il corpo invano in cerca di una ferita
    io sono il vampiro del mio cuore
    uno di quei grandi derelitti 
    condannati al riso eterno
    incapaci di sorridere...
    Sono forse morto?
    Devo essere morto...
     
    (Immortel ad Vitam - Enki Bilal - 2004)

    November 07

    La ricetta del buonumore!

     
    Il buonumore è una condizione esistenziale a cui tutti ambiscono e, incapaci di raggiungerla, attribuiscono il fallimento agli altri o alle circostanze del mondo esterno, quali l'amore, la salute, il denaro, l'aspetto fisico, le condizioni di lavoro, l'età, cioè una serie di fattori su cui non esercitiamo praticamente alcun potere di controllo. Ciò consente a ciascuno di noi di esonerarci dal compito di essere non dico felici, ma almeno di buonumore, perché nulla possiamo fare sulle circostanze che non dipendono da noi. Eppure questa condizione dell'animo è accessibile a qualsiasi essere umano a prescindere dalla sua ricchezza, dalla sua condizione sociale, dalle sue capacità intellettuali, dalle sue condizioni di salute. Non dipende dal piacere, dalla sofferenza fisica, dall'amore, dalla considerazione o dall'ammirazione altrui, ma esclusivamente dalla piena accettazione di sé, che Nietzsche ha sintetizzato nell'aforisma: «Diventa ciò che sei». Sembra quasi un'ovvietà, ma non capita quasi mai, perché noi misuriamo la felicità, da cui scende il nostro buon o cattivo umore, non sulla realizzazione di noi stessi, che è fonte di energia positiva per quanti ci vivono intorno, siano essi familiari, colleghi, conoscenti, ma sulla realizzazione dei nostri desideri che formuliamo senza la minima attenzione alle nostre capacità e possibilità di realizzazione. Non accettiamo il nostro corpo, il nostro stato di salute, la nostra età, la nostra occupazione, la qualità dei nostri amori, perché ci regoliamo sugli altri, quando non sugli stereotipi che la pubblicità ci offre ogni giorno. Distratti da noi, fino a diventare perfetti sconosciuti a noi stessi, ci arrampichiamo ogni giorno su pareti lisce per raggiungere modelli di felicità che abbiamo assunto dall'esterno e, naufragando ogni giorno, perché quei modelli probabilmente sono quanto di più incompatibile possa esserci con la nostra personalità, ci facciamo «cattivo sangue» e distribuiamo malumore, che è una forza negativa che disgrega famiglia, associazione, impresa, in cui ciascuno di noi è inserito, perché spezza la coesione e l'armonia, e costringe gli altri a spendere parole di comprensione e compassione per una sorte che noi e non altri hanno reso infelice. Se il cattivo umore è il risultato di un desiderio lanciato al di là delle nostre possibilità, non ho alcuna difficoltà a dire che chi è di cattivo umore è colpevole, perché è lui stesso causa della sua infelicità, per aver improvvisamente coltivato un desiderio infinito e incompatibile con i tratti della sua personalità, che non si è mai dato la briga di conoscere. A questo punto il buonumore non è più una faccenda di «umori», ma oserei dire un vero e proprio «dovere etico», non solo perché nutre il gruppo che ci circonda di positività, ma perché presuppone una buona conoscenza di sé che automaticamente limita l'ampiezza smodata dei nostri desideri, accogliendo solo quelli compatibili con le proprie possibilità. Infatti, nello scarto tra il desiderio che abbiamo concepito e le possibilità che abbiamo di realizzarlo c'è lo spazio aperto, e talvolta incolmabile, della nostra infelicità, che ci rode l'anima e mal ci dispone di fronte a noi e agli altri. Le conseguenze sono note: ansia e depressione che, opportunamente coltivate dal rilancio del desiderio, quasi una reiterazione della nostra prevedibile sconfitta, diventano condizioni permanenti della nostra personalità, che abbassano il tono vitale della nostra esistenza, quando non addirittura, a sentire i medici, il nostro sistema immunitario, disponendoci alla malattia, che non è mai solo un'insorgenza fisica, ma anche spesso, e forse soprattutto, una disposizione dell'anima che ha rinunciato a quel dovere etico che Aristotele segnala come scopo della vita umana: la felicità. Naturalmente Aristotele, da greco, non si lascia ingannare da cieche speranze o da promesse ultraterrene, e perciò pone, tra le condizioni della felicità, la conoscenza di sé, da cui discende, nel nostro spasmodico desiderare, la «giusta misura». Il buonumore lo si guadagna attenendosi alla giusta misura, che i Greci conoscevano perché si sapevano mortali e i cristiani conoscono meno perché ospitati da una cultura che non si accontenta della felicità, perché vuole la felicità eterna, che è una condizione che non si addice a chi ha avuto in dote una sorte mortale. L'accettazione di questa sorte sdrammatizza il dolore e fa accettare quella «giusta misura» dove solamente può nascere buonumore e serena convivenza.
     
    (Umberto Galimberti: "La ricetta del buonumore". Tratto da “la Repubblica”, 9 marzo 2004)

    November 02

    Nuova grafica alla mia R6!!

     
    Ebbene si!!! Dopo diversi mesi di rimandare finalmente mi son deciso a realizzare una grafica per la mia motina!! Non che in versione "Gabibba Replica" (tutta rossa) mi dispiacesse ma era un pò troppo anonima per i miei gusti... E così, dopo 3 notti ininterrotte di lavoro, finalmente è stata ultimata!!! Avevo fretta di terminarla per la pistata del 3 e 4/11 a Racalmuto... e ce l'ho fatta!
    Doveroso un rigraziamento a Filippo della ditta Flexodelia per aver perso il sonno in queste notti... Costretto davanti ad un plotter a stampare e ristampare adesivi per il sottoscritto fino alle mattinate!!! Grazie...
    Gli adesivi sono stati appunto tagliati al plotter e non stampati in alcun modo, dato che non andranno sotto lucido vorrei evitare che alla prima colata di benzina l'eventuale stampa andasse persa... In più ne ho approfittato per la sotituzione del carter destro, la realizzazione e il posizionamento di una rete protettiva per il raditore, qualche piccolo intervento qua e là che rimandavo da un pò e una bella pulita a fondo!
    Devo dire che  il risultato grafico è meglio di quel che potevo immaginare... Poca spesa e tanta resa!!!
    A questo punto credo sia doveroso rinominarla in R6 "Gabibba RACE Replica"... :-) 

     Tutte le foto qui:
    (oppure nell'album "Foto" di questo Space) 

    October 26

    Autodafè

     
    Prendo le distanze da me
    perché non voglio avere niente a cui spartire con me
    da condividere con chi come me non fa nulla per correggersi: 
    sono il mio nemico, il più acerrimo.
    Carceriere di me stesso con la chiave in tasca invoco libertà
    ma per adesso so che questa cella resterà sprangata
    a triplice mandata dall'interno:
    sono l'anima dannata messa a guardia del mio inferno.
    Reprimo ogni possibile "me"
    inflessibile, inarrestabile nel mio restare fermo immobile  
    segno i giorni scorrere sul calendario
    faccio la vittima, il mandante ed il sicario...
    Sono l'Uomo Nero che turbava i sogni quando li facevo
    credevo di esser libero ma non mi conoscevo come adesso
    ed ego non mi absolvo neanche quando mi confesso
    dei peccati che ho commesso
     - e guido un autodafè -
    In cattiva compagnia soprattutto se sto solo
    negativo come i G in una picchiata prendo il volo
    salgo, stallo e aspetto il peggio
    che non sta nella caduta ma nell'atterraggio come dice Hubert.
    Malato immaginario più di quello di Molière
    sono il mio gregario e mi comporto da Salieri e non chiedermi il perché
    che come il Tethered quando perdo il filo
    poi non mi puoi più riprendere...
    Caro amico non ti scrivo, non ti cerco e non ti chiamo mai
    batti un colpo se ci sei e se stai ascoltandomi
    strappami da questo mio torpore atarassico
    mi son perso dentro un parco che è giurassico e non trovo vie d'uscita:
    vieni a prendermi o precipito
    scivolo come Maximillian verso il buco nero del fastidio:
    nel tedio per me non c'è rimedio
    e me ne accorgo perché sono sotto assedio mentre tu mi fai l'embargo.
    Critico, m'arrampico su cattedre che non mi spettano
    e mi accorgo solo dopo un attimo che esagero:
    ma come al solito il danno fatto è irreparabile,
    la storia è irreversibile, la mia memoria è labile e lavabile...
    Abito quest'ombra con contratto ad equo-canone
    pagando la pigione all'abitudine
    e prendendo l'eccezione come regola di vita:
    sto di casa a pianterreno e gioco a fare lo stilita...
    Vago, divago, come il dr. Zivago io mi sbraccio e non mi vedi,
    cerco mani e spesso trovo piedi,
    cerco fumi e trovo lumi che mi bruciano
    ed io so bene che le cicatrici restano.
    Carta, penna e poco più per stare a galla,
    nella testa il mio pensiero è come un ragno in una bolla:
    seduto in riva al fiume aspetta di veder passare il mio cadavere...
    Pazientemente...
     
    (Frankie Hi-Nrg Mc - La Morte Dei Miracoli)

    October 22

    Krishnamurti: Sulla vita e sulla morte


    Disse Krishnamurti: "...per poter sperimentare la morte mentre siamo ancora vivi, dobbiamo abbandonare ogni sotterfugio mentale, ovvero tutto ciò che ci impedisce un'esperienza diretta...
    Siamo plasmati dal passato, dalle abitudini, dalla tradizione, dagli schemi di vita; siamo invidia, gioia, angoscia, zelo, godimento, ognuno di noi è questo, ovvero il processo di continuità...
    ...ognuno è attaccato alle proprie opinioni, al proprio modo di pensare ed ha paura che senza i suoi attaccamenti non sarebbe nulla... allora si identifica con la casa, la famiglia, il lavoro, gli ideali...
    ma quanti sono quelli capaci di porre fine a tale attaccamento e realizzare il distacco?
    E' necessario comprendere i processi del pensiero e la comprensione del pensiero è la cessazione del tempo...
    ...il pensiero, tramite un processo psicologico, crea il tempo, e il tempo poi controlla e configura il nostro pensiero..
    ...il senso di continuità è stato edificato dalla mente, quella mente che guida se stessa per mezzo di precisi schemi e che ha il potere di creare ogni sorta di illusione, lasciarsi intrappolare mi sembra una scelta tanto inutile quanto priva di maturità...
    ...non sappiamo neppure cos'è vivere, come potremo mai sapere cos'è la morte? Vivere e morire potrebbero essere la stessa cosa, e il fatto che le abbiamo separate potrebbe essere fonte di grande sofferenza... abbiamo separato la morte trattandola come un evento che accadrà alla fine della vita, tuttavia è sempre presente... avendo paura di quella cosa che chiamiamo morte l'abbiamo separata dalla vita relegandole entrambi in compartimenti stagni separati l'uno dall'altro da spazi immensi...
    ...una mente imprigionata in tale processo non riuscirà mai a comprendere, comprendere è libertà, ma tra noi sono ben pochi coloro che vogliono essere liberi...
    ...lasciamo che l'oceano della vita e della morte sia così com'è...
    ...l'io che ha goduto, sofferto e conosciuto, potrà continuare? L'io esiste solo a causa dell'identificazione con la proprietà, con un nome, una famiglia, con successi e fallimenti, con tutto ciò che siamo stati e vogliamo essere. Siamo ciò con cui ci siamo identificati: è di questo che siamo fatti, e senza di questo non siamo. Vogliamo che tale identificazione con gli altri, con le cose e le idee non abbia fine, persino dopo la morte;
    Ma si tratta davvero di qualcosa di vivo? Oppure non è nient'altro che una massa di desideri contraddittori, di progetti, di successi, di frustrazioni, un groviglio in cui il dolore supera la gioia?
    ...Meglio il conosciuto che il non conosciuto vero? Eppure il conosciuto è talmente piccolo, insignificante, limitante; il conosciuto è dolore, eppure si desidera che continui...
    ...ci affanniamo molto per sapere, quando cessa ogni tentativo di sapere, c'è ancora qualcosa che la mente non è riuscita ad afferrare e a far quadrare. Il non conosciuto è infinitamente più grande del conosciuto: il conosciuto non è che un'imbarcazione in mezzo al mare del non conosciuto...
    ...lasciamo che tutto scorra naturalmente...
    ...la verità è assai strana: più la inseguiamo più ci sfugge. Non possiamo afferrarla in nessun modo, per efficace e astuto che sia; non possiamo imprigionarla nella rete del nostro pensiero. Comprendetelo a fondo e lasciate andare tutto.
    Nel cammino della vita e della morte dobbiamo camminare da soli; è un viaggio durante il quale conoscenza, esperienza e memoria non possono offrire alcun conforto. La mente deve essere ripulita da tutto ciò che ha afferrato nel suo bisogno di trovare certezze; i suoi dèi e le sue virtù devono essere restituiti alle società che li hanno generati.
    Occorre raggiungere una solitudine completa e incontaminata..."

    ("On living and dying" - Jiddu Krishnamurti)

    October 17

    E poi la Pioggia

     
    Aspettando sull'uscio della tua casa
    con una sete impaziente dei tuoi baci
    che mi assomigliano alle gocce della pioggia
    e alle notti quando la luna è tua amica...
    Nascondendo tutto nella timidezza
    coi capelli un pò bagnati sul vestito
    mi costringi a dire frasi sdolcinate
    e a pensare che tra noi non c'è uscita...
    Lascia che ti sciolga
    fa che tutto sia tranquillo...
    Aspettando sull'uscio della tua casa
    e pensare che tra noi è finita...
     
    (Marlowe - Nella casa del vino e della luna)
    October 05

    Memorie di una Testa Tagliata

     
    Chi è che sa di che siamo capaci tutti
    Vanificato il limite oramai
    Vanificato il limite
    Si avvicina l'inverno
    Soffice crepitio sulla terra
    Pomeriggio dolce, assolato, terso
    Sotto un cielo slavo del Sud
    Slavo cielo del Sud non senza grazia
     
    (sistema evocativo in atto accesso obbligato zona rischio)
     
    Salgo
    Lento, leggero
    Caldo
    Sbuffo animale
    Penetrante m'assale un ultimo pensiero
    Odora di te
    Mi distendo aprendomi
    Tensione verticale
    Rallenta il mio respiro
    Scende in profondità
    Si adatta al soffio del mondo
    pomeriggio dolce, assolato, terso
    Sotto un cielo slavo del Sud pieno di grazia
     
    (sequenze disturbate eccesso sovraccarico pericolo pericolo)
     
    In basso, in fondo, giù
    La mia testa tagliata porge uno sguardo fisso
    Immutabile ormai
    Sguardo compassionevole
    Replay
    La mia testa tagliata
    Replay
    Sguardo compassionevole, sguardo fisso oramai
    Replay
    Replay
    Vuoto
    Replay
    Vuoto
     
    (sistema evocativo esaurito interruzione)
     
    (C.S.I. - Live In Quiete)

    Post

     
    Dimmi dimmi dimmi
    Com’è stato masturbarti col mio pene?
    Come per me una sega tra le tue gambe?
    Si conosco questa solitudine
    E gli esercizi di eleganza delle nostre articolazioni
    Serve si serve l’afa di una notte nuda
    Per far evaporare la noia attraverso una sigaretta
    Che non si spegne mai... non si spegne mai...
    È alta sartoria in questi ricami imbastendo strati su strati di necessità
    Io non ho sentimenti, solo sensazioni
    E molle sotto i piedi di una improvvisazione
    Ghiri gori per riempire la tela avanzata ad un bravo pittore
    Domande per rispondere a domande senza risposta
    Bugie decise indossate con tanta grazia da
    Non farmi sentire nudo
    Io non ho sentimenti, solo sensazioni...
     
    (Marta Sui Tubi - Muscoli e Dei)
    September 20

    Poesia del Lettone

     
    Non riesco a dormire:
    accendo TV e sigaretta
    starò a lottare una mezz'oretta
    col telecomando
    la cui pila si è scaricata
    quella parte del corpo
    è sempre piuttosto censurata.
    Altari morti i comodini
    almeno un tempo c'era Colpo Grosso
    spengo la tele e vado a cercare
    il mio pettine rosso.
    Mi sembro un grullo col girafrullo
    su brande di muffa e fo
    attenzione a non schiacciare
    grissini e fette biscottate.
    Ammoniaca, acetone e storie d'amore
    che si contano sulla punta delle dita
    e son sempre troppo poche
    c'è chi ha mani con 20-30 dita
    cotone, sapone di Marsiglia.
    Ho di nuovo quella sensazione
    di gigantismo plastico
    e mi sento un uomo formica
    tra due enormi polpastrelli di gomma.
    Il dio pantofola mi accoglierà
    nella sua suite reale, uno sgabuzzino
    dove ancora ci si salva dal caldo.
    Mi si slacciano sempre
    le stringhe della vita
    mi monta su un carrello della spesa
    e spinge. Certe volte quest'andare
    sia pure per inerzia mi pesa
    ma non adesso che ti sono a due dita.
     
    (Mariposa - Portobello Illusioni)
    August 17

    ... Coming Soon ...

      
     
    18/06/2007 - Spaces in costruzione...
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    ... Coming Soon ...
     
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